Quando ci troviamo a prendere decisioni (nel campo finanziario e in generale nella vita) ricerchiamo tutte le informazioni rilevanti per decidere?

consideriamo le possibili conseguenze che la nostra scelta può avere?

Oppure semplicemente non abbiamo un metodo razionale e sistematico per prendere decisioni?

Forse utilizziamo un’euristica?

 

Le euristiche, (termine che in greco significa scoprire, trovare) sono delle “scorciatoie” del pensiero che utilizziamo spesso per prendere decisioni.

Facciamo un esempio che rende bene l’idea del concetto di euristica applicato alla realtà di tutti i giorni: abbiamo bisogno di un avvocato e ci troviamo davanti due uomini che svolgono questa professione.

Uno è molto elegante, vestito in giacca e cravatta, orologio di lusso e un bellissimo paio di scarpe.

L’altro è vestito in modo estremamente trasandato, con jeans strappati e una moltitudine di tatuaggi e piercing sparsi su tutto il corpo.

Secondo voi, a quale dei due saremo più propensi a rivolgerci per una consulenza legale?

Non c’è bisogno di spiegare come mai siamo portati a fidarci del primo e non considerare affatto il secondo, ancor prima di aver iniziato un qualsiasi tipo di conversazione conoscitiva con entrambi gli avvocati per stabilire quale dei due possa essere più adatto alle nostre esigenze per svolgere la consulenza legale.

L’euristica, in questo esempio appena fatto, riduce nettamente lo sforzo cognitivo che dobbiamo compiere per poter prendere la decisione, facilitando il raggiungimento dell’obiettivo.

Nella vita di tutti i giorni le euristiche molte volte possono anche funzionare…

Il problema delle euristiche è che in quanto tali non possono essere applicate alle decisioni in campo finanziario, poiché per compiere tali scelte è necessaria una solida base scientifica e conoscenza di strumenti tecnici.

Caratteristische  che sono totalmente assenti quando ci troviamo ad utilizzare un’euristica ad esempio per scegliere un investimento in un titolo azionario.

In questi casi la probabilità di prendere una decisione sbagliata è elevata.

L’utilizzo delle euristiche ci porta quindi la maggior parte delle volte all’errore, detto anche bias cognitivo (errore di giudizio che ci porta verso scelte sbagliate).

La domanda che viene spontaneo porsi è: come mai gli investitori (soprattutto individuali) utilizzano spesso processi euristici per prendere decisioni?

Ci sono molteplici ragioni.

Una delle più frequenti è che gli investitori potrebbero non avere familiarità con gli aspetti tecnici e i metodi per valutare correttamente quale scelta finanziaria compiere, oppure potrebbero non disporre di sufficienti informazioni per risolvere eventuali dubbi o perplessità che impediscono di prendere la decisione.

Comprendere l’uso che viene fatto delle euristiche è di fondamentale importanza per i regolatori dei mercati finanziari e per gli investitori stessi.

Spesse volte gli investitori non riescono ad accorgersi delle euristiche che utilizzano e finiscono per adottare scorciatoie mentali che li portano ad ottenere risultati indesiderati.

Gli psicologi cognitivi ci spiegano che esistono numerose semplificazioni euristiche a cui facciamo normalmente ricorso, soprattutto quando prendiamo decisioni in ambito finanziario.

Tra queste, quelle che emergono più comunemente sono:

  • l’euristica della rappresentatività
  • l’euristica della disponibilità
  • l’euristica dell’ancoraggio

 

 

La prima euristica, quella della rappresentatività  la utilizziamo quando il nostro ragionamento ha intrapreso una scorciatoia dettata da ciò che abbiamo avuto modo di sperimentare o vivere in passato.

 

L’euristica della disponibilità parte dal presupposto che se qualcosa può essere facilmente richiamato alla mente deve essere importante, o almeno più importante delle soluzioni alternative che non sono così prontamente richiamabili.[1] Secondo questa dinamica le persone tendono a orientare  i loro giudizi su argomenti oggetto di informazioni più recenti, facendosi nuove opinioni erroneamente condizionate dalle ultime notizie.

 

Infine l’euristica del’ancoraggio si manifesta quando una persona, dovendo stimare la probabilità con la quale un evento possa verificarsi, tende a fare affidamento alle informazioni immediatamente disponibili (nel ricordo o comunque a portata di mano) trascurando dati e circostanze che potrebbero condurre a conclusioni diverse.