Questa settimana sono molto felice di parlarvi dell’ultimo libro del Prof Ruggero Bertelli intitolato : “ La Collina dei Ciliegi “.

Ruggero Bertelli è professore di economia degli intermediari finanziari all’Università di Siena.  E nel suo libro parla di  finanza comportamentale con un grande pregio, la semplicità. Ti fa capire finalmente cosa significa investire e qual è la strada da percorrere.

La crisi finanziaria del 2008, e i tempi del COVID 19, sono stati uno stress test per la Finanza Comportamentale. Questo libro ripercorre alcune linee guida della disciplina, sistematicamente applicate nel corso degli eventi, raccontando “storie” vere, vissute e narrate con la chiave interpretativa della Finanza Comportamentale.

Come canta la famosa canzone di Mogol e Battisti, tutti possiamo vivere una vita luminosa e più fragrante, tutti possiamo liberarci della prudenza stagnante delle nostre rassicuranti abitudini, e correre sulla collina dei ciliegi per veder la mattina. Da soli però non ci riusciamo, abbiamo bisogno di un piccolo aiuto. E qui entra in gioco la Finanza Comportamentale che riesce a descrivere gli eventi, ad interpretarli correttamente aiutandoci a leggere razionalmente quello che accade, mitigando l’effetto incertezza e paura e generando, quindi, forza, capacità di analisi, argomentazione e un equilibrato atteggiamento mentale.

Passo a leggervi 2 pagine di questo magnifico libro, e da qui capirete perché è utile leggerlo …

Gli studi di finanza comportamentale dimostrano che, nelle scelte di investimento, le nostre emozioni e le distorsioni cognitive, ci portano a commettere sistematici errori di ragionamento e di preferenze. Dobbiamo necessariamente convivere, insomma, con i nostri limiti. Di fronte alla scelta, quando ormai le emozioni sono accese e le nostre percezioni sono falsate dall’esperienza recente o dal contesto, è troppo tardi per tornare indietro. Rischiamo di commettere un errore.  E allora dobbiamo prepararci adeguatamente. Investire e come decidere di partecipare a una maratona. Nessuno si sognerebbe di correre a New York senza un minimo di preparazione atletica. E psicologica. Perché chi corre sa che negli ultimi chilometri non sono le gambe a portare all’arrivo, ma la testa.

La costruzione del nostro portafoglio titoli comporta delle decisioni importanti, che si traducono in assunzione di rischio.

L’obiettivo è quello di ottenere un rendimento più alto di un investimento privo di rischio. Il rischio consiste nel fatto che durante il cammino possono radicalmente cambiare in modo inatteso le condizioni, quando ormai è tardi per tornare indietro ma la meta è ancora lontana.

Siamo pronti? Abbiamo le attrezzature per affrontare il maltempo? Riusciremo a superare le difficoltà di mercato senza commettere errori? Evidentemente la risposta a queste domande non si improvvisa.

Prima di un’escursione, la guida alpina sa quali sono le attrezzature che occorre avere per superare un’emergenza, Quali sono le procedure da attivare in caso di serie difficoltà. Occorre quindi un metodo, un manuale delle Giovani Marmotte da conoscere bene. Anche nelle scelte di investimento.

E poi occorre disciplina. Il metodo deve essere conosciuto e sistematicamente applicato. E siccome sappiamo che, invece, tenderemo a non essere disciplinati, e questo ci è ben noto, dobbiamo predisporre tutti i presidi che rendano meno probabili la nostra indisciplina.

Primo punto è conoscere se stessi. Conoscere i propri limiti.

Un’immagine mentale forte: il nostro capitale è come un nostro figlio. Vogliamo che cresca, e che cresca sano e forte, e lo vogliamo proteggere. Una vera e propria dissonanza che sentiamo dentro quando ci chiede il motorino, quando esce la sera con gli amici, quando lo vediamo perso per una ragazza.

Bene, bene, sta crescendo. Ma quante minacce. Come siamo contenti quando rimane a casa con noi, sotto il nostro sguardo!

 

Rischio e rendimento sono connessi, lo sappiamo. Per guadagnare occorre rischiare. Nessuna regola magica, nessuna sofisticata tecnica di gestione, nessun prodotto miracoloso spezzerà questo legame: rendimento e rischio; rendimento è rischio.

Bene spero di avervi incuriosito un po’, io mi sono molto divertita a leggere questo libro anche perchè mentre lo leggevo non sentivo la mia voce ma quella del Professor Bertelli.

Un saluto e alla prossima settimana.