Ricominciamo in questo nuovo anno anno l’appuntamento con il podcast, io sono Irene Mencarelli consulente patrimoniale.

Ascoltiamo tre parole come piano di investimento, nella testa di ognuno di noi

prendono forma tante soluzioni, tanti percorsi, tanti obiettivi, tante modalità di investimento.

La domanda che solitamente mi viene rivolta  è sempre più o meno la stessa. Ma come deve essere costruito il piano di investimento perfetto?

La risposta più ovvia che ogni persona dotata di buon senso può darvi è … semplicemente non esiste.

Esistono tanti piani. Piano A, quello principale. Piano B, quando il piano A viene rovinato da un imprevisto. Piano C, quando il piano B che ha modificato il piano A si rivela poco efficace a causa di un cambio nella stato di famiglia. Piano D, quando il piano C che ha cambiato il piano B che a sua volta ha cambiato il piano A, si rivela insostenibile perché abbiamo perso il lavoro.

Potrei andare avanti con tutte le lettere dell’alfabeto ed anche oltre perché in realtà quello che vi sto raccontando è ciò che accade ad ognuno di noi nell’arco di quella staordinaria esperienza ed opportunità che si chiama vita. Chi cerca o cercherà di vendervi la ricetta perfetta per costruire un piano perfetto mente sapendo di mentire.

Se la pazienza è una delle doti di maggior profitto per un investitore, la flessibilità non è da meno.

Flessibilità intesa come risoluzione di  un problema, cercando di limitare al massimo i danni.

Come scrive sul blog HumbleDollar il famoso articolista inglese Robin Powell, una buona strategia di investimento è essenziale ma non sufficiente. E’ parte di un piano finanziario.

Ogni obiettivo è individuale, la tolleranza del rischio è individuale, ogni contesto familiare è individuale, ogni valore attribuito al tempo è individuale.

Ciò che ognuno dovrà fare per il benessere dei propri soldi sarà leggere, approfondire, fare un check up personale e poi magari farsi aiutare da chi è disposto a seguirci in un viaggio che sarà contraddistinto da tante revisioni. Sempre con l’obiettivo finale sullo sfondo.

Tutto questo, per farvi capire che nella definizione di un un buon piano di investimento il prodotto è l’ultimo della lista non il primo. Chi comincia dal prodotto probabilmente ha scelto la via più breve e disastrosa per portarvi alla meta.

Ad esempio. Per tutta la vita abbiamo portato avanti un piano di accumulo perfetto, coerente con ciò che abbiamo stimato ed all’improvviso un evento traumatico ci costringe a tirare fuori un sacco di soldi. Solo a quel punto ci rendiamo conto che siamo stati diligenti svolgendo egregiamente il compitino del piano di accumulo dimenticando però di costituire un cuscinetto di emergenza che ci avrebbe permesso di evitare la distruzione in 1 minuto del nostro piano.

E che dire della nascita dei figli. A 20 anni cominciamo un piano con certi obiettivi in testa, poi ci accorgiamo a 30 che non siamo soli in famiglia e abbiamo bisogno di una casa e non di un ostello e cambiamo gli obiettivi. Poi a 35 arriva il primo figlio ed ancora una volta gli obiettivi vengono sconvolti, anzi peggio, diventano più onerosi costringendoci a rifare i conti. Di solito si ridimensiona l’obiettivo del ventenne fino quasi a scomparire ed entra in gioco quello di un esserino che solo fra 20 anni (forse) capirà i sacrifici che abbiamo fatto per lui.

Servono manutenzione, aggiustamenti, perfezionamenti.

In mezzo a tutto questo ci sono strumenti di investimento che andranno sapientemente gestiti in base ai continui movimenti tellurici che la vita unica di ognuno di noi subirà. Troppe obbligazioni non faranno crescere il capitale. Troppe azioni potrebbero non farci dormire sonni tranquilli. Troppe obbligazioni ed azioni non creeranno le condizioni per mettere assieme una sostanziosa scorta di emergenza in liquidità.

Come vedete un piano di investimento non sono tre semplici parole, ma sono un libro tutto da scrivere fatto di note a piè di pagina uniche per ognuno di noi.

Non ci sono ricette magiche, ci sono invece tante componenti di finanza personale che si intrecciano agli investimenti.