La quotazione del metallo prezioso ha atteso con ansia la riunione Fed di ieri, nella quale il FOMC ha ribadito la necessità di utilizzare una politica monetaria accomodante e ha evitato di comunicare novità di rilievo.

L’istituto ha confermato la sua intenzione di continuare ad adottare un atteggiamento accomodante e ha suonato un campanello d’allarme sul recupero economico, il quale dipenderà dall’andamento del virus.

Dichiarazioni, queste, che hanno imposto al prezzo dell’oro di premere nuovamente sul pedale dell’acceleratore e di riportarsi oltre i $1.981 per oncia. Il tutto mentre i rendimenti decennali dei Treasury sono crollati su nuovi minimi storici e hanno trascinato il dollaro sui livelli più bassi mai osservati negli ultimi due anni.

Un altro aspetto da considerare è il funzionamento del Comex, vittima anche questo del Coronavirus. Da marzo infatti la borsa di New York su cui si scambiano i futures sull’oro non funziona più come dovrebbe.

Lo slancio con cui l’oro si è spinto al record storico, fino a toccare brevemente quota 2 mila dollari l’oncia, dipende anche dalle anomalie sul mercato scatenate dal coronavirus: anomalie che non sono ancora scomparse e che anche rischiano di condurre a situazioni estreme, in modo simile ma speculare al tonfo sotto zero del petrolio Wti dello scorso Aprile.

 

A togliere ogni freno ai ribassi del greggio Usa era stato l’eccesso d’offerta a fronte di un’insufficienza della capacità di stoccaggio disponibile nel posto giusto e al momento giusto. Le quotazioni del lingotto potrebbero viceversa impennarsi in modo vertiginoso a causa di una scarsità di metallo consegnabile facilmente (e a costi ragionevoli) nei magazzini del Comex, la borsa dei futures di New York.

L’emergenza potrebbe verificarsi se alla scadenza di un contratto future ci fossero troppi investitori che scelgono di chiudere la posizione prendendo consegna dell’oro: le bullion bank, banche specializzate nelle transazioni sul mercato aurifero, rischiano infatti di non disporre di sufficienti quantità di metallo fisico per soddisfare le richieste.

Infine questo è il grafico degli ultimi 10 anni del prezzo dell’oro. Il bene di rifugio per eccellenza  non esce dalle regole del mercato, cresce nel lungo periodo attraverso una forte volatilità. Nel risparmio dei nostri soldi dobbiamo sempre tenere presente le due regole fondamentali : diversificazione e lungo periodo.

Buona estate a tutti ci rivediamo a Settembre.

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