Bentornati a questo terzo appuntamento con il podcast, oggi vorrei soffermarmi su un argomento sempre attuale : la successione.

Molti sono gli aspetti che  la riguardano  vediamo oggi  di analizzarne qualcuno:

In Italia, la pratica di pianificare la propria successione è decisamente poco frequente, forse perché siamo un paese in cui la legge ha preso largamente posizione, stabilendo i diritti successori dei parenti più stretti in quote precise ed obbligando tutti a rispettarle all’interno delle proprie disposizioni.

Secondo l’inagine Gfk Eurisko del 2015 Testamento solidale,  in Italia, gli over 55 hanno una bassa propensione al testamento, sono circa l’ 8% che lo hanno fatto, numero di gran lunga inferiore alla Gran Bretagna dove si attesta intorno all’80% e agli Usa con il 50%.

Questa riluttanza ad utilizzare uno strumento di organizzazione della propria successine è sicuramente frutto di un tabù associato all’idea della morte e di una distorsione culturale che considera il testamento uno strumento adatto solo a chi possiede grandi patrimoni e sia prossimo alla fine della propria vita. Un doppio blocco quindi : culturale e psicologico.

Ricordo che in Italia il nostro ordinamento distingue tra successione testamentaria e successione legittima. Nella successine testamentaria siamo noi a decidere come verrà diviso il nostro patrimonio, in base anche a quanto dispone la legge, nella successione legittima è la legge che decide interamente per noi.

Un altro aspetto da non sottovalutare è che spesso in mancanza di disposizioni precise si aprono una serie di discussioni e tensioni fra gli eredi con pratiche che durano anni e portano a deteriorare i  rapporti. Un altro rischio da evitare è quello di lasciare senza niente, persone che riteniamo più bisognose o alle quali siamo particolarmente legate, in questo caso posiamo fare in modo che parte della ns eredità gli arrivi senza particolari problematiche e sempre nel rispetto della legge.

A questo proposito ricordo la successine di Lucio Dalla, morto d’infarto  il il 1 Marzo 2012 all’età di 69 anni a Montreaux in Svizzera dove si trovava per un concerto con il compagno Marco Alemanno. Ricordo anche che Lucio Dalla ci ha lasciato 581 canzoni che per altri 64 anni nutriranno di diritti d’autore la sua eredità.

Il caso dell’eredità di Lucio Dalla è un esempio di antisuccessione ovvero di successione non pianificata, nemmeno concepita, forse persino inconsciamente rifiutata, considerato che scherzava sul fatto di non aver fatto testamento.

Pur avendo accumulato possedimenti e beni, artistici e immobiliari per circa 11 milioni di euro, ha sempre vestito i panni del cantore di strada con zuccotto, peli al vento e occhiali. Il suo amore per ciò che è  bello era confinato nella sua casa museo di Bologna in Via D’Azeglio 15, oltre 2000 mq su 3 piani dove viveva da anni con Marco Alemanno.

Lucio Dalla non aveva parenti stretti alla sua morte, nessun coniuge e nessun figlio. Marco Alemanno, il suo presunto compagno non ha maturato  nessun  tipo di diritto  non essendoci al tempo nemmeno le unioni civili..

Gli eredi legittimi sono 4 cugini di secondo grado e 2 figli di questi.

Gli amici più cari, Ron, Gaetano Currieri, leader degli Stadio, il pittore Stefano Cantaroni che hanno diviso con lui la vita personale e professionale e che avrebbero potuto insieme ad Alemanno portare avanti la fondazione  come lui avrebbe voluto non hanno avuto nessuna voce in capitolo. La voce l’ha messa invece il nostro codice civile con una legge che regola la successione che risale ormai a più di 80 anni fa quando anche la società era sicuramente diversa da quella che abbiamo oggi.

Quindi uno dei tanti aspetti da considerare  è a chi vogliamo destinare quello che abbiamo costruito e custodito nella nostra vita.

Un saluto a tutti e buon fine settimana.

 

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