Per la prima volta nella storia, il 20 Aprile 2020, il prezzo del petrolio ha fatto registrare un valore negativo, attestandosi a -37 dollari al barile.

Altro che oro nero: strade vuote, aerei a terra e fabbriche chiuse portano il petrolio ai minimi dal 1983, quando sono iniziate le rilevazioni.

La pandemia, con il conseguente crollo della domanda di energia, unita alle dispute tra i Paesi produttori e alla saturazione delle riserve strategiche, hanno innescato una tempesta perfetta e un tracollo dei prezzi.

Cerchiamo di capire come è potuto accadere.

Il petrolio viene scambiato con i future, vale a dire contratti derivati dove le parti, compratori e venditori si impegnano a vendere ed acquistare una determinata quantità di sottostante (in questo caso petrolio) a una determinata scadenza.

Quando un contratto scade c’è il cosiddetto settlement, ovvero la realizzazione degli impegni assunti tra compratore e venditore con la consegna del petrolio. Ed è proprio questo uno dei fattori che ha contribuito a scatenare l’ondata di vendite sul mercato.

Il crollo delle quotazioni del WTI (il greggio prodotto in Texas e scambiato a New York) è un’anomalia legata al rapido declino della capacità di stoccaggio disponibile negli Usa e alla forte presenza sul mercato di investitori finanziari che non possono, nemmeno volendo, prendere consegna del greggio alla scadenza del contratto future, fissata appunto per il 21 aprile. Tra questi tanti piccoli investitori che finiranno col restare con il cerino acceso in mano.

Quindi riassumendo le materie prime sono contrattate attraverso future che prevedono la consegna della merce a una data scadenza.

Costi crescenti nella detenzione della merce nel tempo si manifestano con prezzi maggiori man mano che la scadenza dei contratti si allontana, creando il cosiddetto “effetto contango”.

Solo in casi di carenza di offerta o elevata domanda il contango si tramuta in backwardation con prezzi elevati a scadenze ravvicinate.

Non c’è modo di evitare questi effetti per la maggior parte delle materie prime e il petrolio che ha attualmente un forte contango rende incerta, con questi strumenti, la possibilità di guadagno nel lungo termine.

 

 

 

 

 

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