Fino a giovedì scorso, fino al 20 febbraio, il Coronavirus sembrava lontano da noi. Lontano dalle nostre case, lontano dalla possibilità che ci toccasse direttamente, lontano dalla possibilità che incidesse sulle nostre finanze e sulla nostra economia. Poi da giovedì tutto è cambiato. L’escalation dei contagi tra Lombardia e Veneto ha trasformato l’Italia nel vero “malato” del Mondo. E così, con i contagi è scoppiata la PAURA sui mercati. In finanza c’è un parametro che misura il livello di Paura sui mercati. Si chiama indice VIX.

Il VIX misura la volatilità sul mercato americano e prende come riferimento  l’indice S&P 500 l’indice che racchiude i 500 titoli più importanti degli Stati Uniti. Tanto più sale il valore del VIX, maggiore sarà la percezione del rischio presente sul mercato. Giovedì 20 febbraio il valore del Vix era a 14,28 punti, in una situazione di estrema tranquillità. Ma le notizie arrivate dall’Italia hanno impaurito talmente tanto l’occidente che, nel giro di una settimana, l’indice è cresciuto esponenzialmente fino a 49 punti, per chiudere venerdì a 40,11. Per trovare un valore così alto del VIX bisogna tornare indietro al 2011, anno della crisi dell’Euro e del Debito Pubblico Italiano.

Contemporaneamente negli stessi sette giorni gli indici azionari di mezzo mondo hanno perso mediamente il 13%.

Ma cosa è cambiato rispetto al mese precedente? Finché il contagio è rimasto confinato in Cina nessuno, neanche la finanza, se n’è occupato realmente. Ma il contagio italiano ha fatto comprendere a tutto l’occidente che le porte erano ormai spalancate e che per il Coronavirus non sarebbe stato difficile, dall’Italia, passare a tutto il resto del Pianeta per effetto della globalizzazione.

Così quando dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, si sono resi conto di ciò che sarebbe potuto accadere, il domino sui mercati è partito senza freni.

E’ finita?

E’ appena cominciata?

Come sempre, anche questa volta è difficile rispondere,  facile  deve essere  invece adottare il comportamento giusto. E’ il momento di passare dalla teoria alla pratica e dimostrare con azioni concrete che abbiamo capito la lezione e che quando i mercati scendono, qualsiasi sia la motivazione del ribasso, bisogna adottare un piano di acquisto.

E questo non lo dico solo io naturalmente, ma vi riporto una delle voci più influenti in campo finanziario che è quella di Warren Buffet. L’oracolo di Omaha è da sempre un investitore di lungo periodo e da sempre conferma ogni volta, che investire sul  mercato azionario è il modo migliore per ottenere rendimento. Anche con il Coronavirus.

Vi allego infine una slide sulle ultime epidemie che ci sono state e che hanno influenzato l’andamento dei mercati. L’ultima in ordine temporale è stata la Sars. In quel periodo i mercati hanno registrato un ribasso del 10%.  Tre mesi dopo il picco i mercati non solo hanno recuperato tutto il terreno perso ma hanno guadagnato oltre il 30% dal minimo.Ora, in questa occasione non conosciamo i tempi e le esatte percentuali di volatilità del mercato, questo lo potremo analizzare dopo che tutto sarà passato. L’unica certezza è che dopo un rialzo segue un ribasso e dopo anche questo ribasso ci sarà un rialzo.

Leave A Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *