Il 2020 riapre parlando di nuovo di pensioni con Quota 102, i tecnici del governo sono già a lavoro per gestire l’uscita da Quota 100.

La nuova quota 102 consentirebbe di accedere alla pensione  con 64 anni di età e 38 di contributi e per lo Stato si traduce in un significativo risparmio.

Comunque se qualcuno ha ancora dubbi sullo stato di salute del sistema previdenziale italiano consiglio la lettura dl report del Melbourne Mercer Global Pension Index che mette a confronto il sistema previdenziale di 37 paesi. Sul podio, al primo posto, i Paesi Bassi a seguire Danimarca e Australia, l’Italia si trova al 27° posto.

 

Marco Valerio Morelli, Amministratore Delegato Mercer Italia commenta questo risultato sottolineando che Con un’aspettativa di vita sempre più lunga e un tasso di crescita economica globale in potenziale contrazione,

avere a disposizione una componente di lavoratori esperta e preparata è sicuramente un vantaggio competitivo che le aziende dovranno cominciare a considerare.

 

Essere “age ready” sarà la nuova sfida per gli individui e presupporrà un cambiamento di paradigma.

Rispetto ad un modello che vede i tempi dello studio, del lavoro e della pensione come nettamente distaccati, sarà necessario considerare momenti di transizione, che garantiranno la sostenibilità del sistema pensionistico a livello individuale e collettivo.

In un Paese come il nostro, dove siamo abituati all’idea della pensione pubblica come unica fonte di sostentamento per una vecchiaia serena, è sicuramente necessario un cambiamento.

Attraverso un approccio maggiormente diversificato al sistema pensionistico, che tenga conto di pilastri previdenziali costruiti anche a livello individuale,

il sistema Paese garantirebbe maggiore sostenibilità del benessere finanziario per i singoli».

 

Queste le parole di Morelli, quindi il consiglio per chi ancora non ha avuto modo di riflettere su questo tema e di iniziare a creare un salvadanaio da rompere nel momento in cui usciremo dal mondo del lavoro per viverlo in tranquillità non rinunciando al tenore di vita al quale siamo abituati.

 

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