Forse non ce ne siamo ancora accorti o forse non ne abbiamo compreso il significato, ma ormai da qualche tempo viviamo in un momento in cui i tassi di interesse sono negativi.

La realtà si è modificata…

Qualche giorno fa,  Jean Pierre Mustier, Ceo di Uncredit, in qualità di presidente dell’European Banking Federetion, l’Abi delle banche europee, ha proposto per la prima volta di applicare sui depositi un tasso negativo. Questo vorrebbe dire che a fine anno, anziché avere degli interessi attivi sulle somme depositate sui conti, dovremmo pagare un interesse alla banca per questo servizio

 I tassi d’interesse, purtroppo o per fortuna, li conosciamo. Da un lato ci sono quelli passivi, ovvero quelli che dobbiamo pagare a chi ci concede un prestito, Dall’altro ci sono quelli attivi, che la banca ci paga se depositiamo presso di lei i ns risparmi, aprendo un conto o chiedendo di investirli. Per quanto fastidioso il tasso d’interesse ha senso di esistere. Protegge chi presta denaro dal rischio di non rivederlo indietro e incentiva chi ne ha in eccesso a lasciarlo in banca. Banca che, dal canto suo, non lo tiene in cassaforte ma lo reinveste in attività produttive, aiutando le aziende, chi ci lavora, e favorendo la crescita economica.

 Ma veniamo alla questione dei tassi negativi. Dal 2014 la BCE ha iniziato una politica monetaria fortemente espansiva e non convenzionale il cui obiettivo è quello di far uscire l’Europa dalla recessione.   Questo è ritenuto necessario dalla BCE, poiché, durante i periodi di recessione, le persone e le imprese tendono ad accumulare denaro, di conseguenza si verifica un calo della domanda e degli investimenti che ha come conseguenza un calo della produzione e l’aumento della disoccupazione. Per arginare questo fenomeno, negli anni, la BCE ha immesso nell’economia nuovo denaro con lo scopo di aumentare gli investimenti.

 

Tuttavia, questa policy “tradizionale”  si è rivelata insufficiente, motivo per cui la BCE ha iniziato ad applicare tassi di interesse negativi.

I tassi di interesse negativi sono tassi che  assumono valori minori di zero, ciò significa che colui che deposita il denaro, allo scadenza, ne vedrà diminuita la quantità di una percentuale pari all’ammontare del tasso di interesse.

Quindi se depositando 100k euro fra un anno mi verrà restituita una quantità minore di denaro, avrò più convenienza investirlo o spenderlo.

 

 

In questo momento, quindi,  ci sono persone, disposte a perdere una percentuale del loro denaro invece che vederla aumentata o quantomeno invariata investendo in altre attività.

Vediamo alcune possibili spiegazioni per cui gli investitori possano voler impiegare le proprie somme di denaro in qualcosa che darà delle perdite certe:

 Sicurezza: Gli investitori avversi al rischio che si aspettano ulteriori fasi di recessione e crisi economica, potrebbero ritenere più conveniente comprare i bond a rendimento negativo di stati come la Germania e la Svizzera, considerati relativamente sicuri, piuttosto che decidere per altri investimenti con rendimento positivo, ma con alto rischio di inadempimento.Mancanza di alternative di investimento valide:Ciò che può spingere gli investitori a scelte di questo tipo è la mancanza di altre opzioni di investimentoProspettiva di guadagno:Nel contesto attuale di scarsa crescita, gli investitori che acquistano titoli dal rendimento negativi possono aspettarsi che i rendimenti diminuiscano ulteriormente, consentendo loro di trarne profitto, dato che il prezzo del bond e il suo corrispettivo interesse sono inversamente proporzionali, se i tassi divenissero ulteriormente negativi l’investitore potrebbe avere un utile di capitale perché il prezzo del bond si alzerebbe.

 

 

Quindi alla fine, i tassi negativi, funzionano? Non possiamo ancora dirlo. Alcuni paesi (come Usa, Giappone e Svezia) ne hanno beneficiato, ma nell’eurozona questa manovra si è per ora tradotta in un inasprimento dei rapporti tra le banche dei singoli stati membri e la Bce. Di certo c’è da sperare che funzionino, sia per rilanciare l’economia e sia perché, per farlo, questa è  una delle ultime  freccie all’arco di Mario Draghi.

 

 

 

Leave A Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *