Nel 1985 fu attribuito a Franco Modigliani il premio Nobel per l’economia, per i suoi contributi sull’analisi del risparmio delle famiglie e del funzionamento dei mercati finanziari.

Modigliani avanzò l’ipotesi che la propensione al risparmio muta nel corso della vita secondo un ciclo che essenzialmente vede le persone risparmiare da giovani e spendere da vecchie il risparmio accumulato.

La sua teoria del ciclo di vita rappresenta una svolta fondamentale nel dibattito economico del secondo dopoguerra.

 

Franco Modigliani

 

In un articolo del 1954 Modigliani, insieme a Richard Brumberg, propose un modello di scelte del consumatore basato sull’idea che le persone hanno una forte preferenza per la stabilità del flusso di consumo nel tempo. I consumatori spendono parte del reddito per far fronte alle loro esigenze di consumo e l’altra parte la risparmiano per consumarla  al termine dell’attività lavorativa, durante il pensionamento. Questa semplice idea, oggi generalmente accettata, è alla base della teoria del ciclo di vita per cui esistono 2 fasi distinte nella vita delle persone : la prima fase in cui l’individuo  accumula ricchezza e la seconda fase post-lavorativa, in cui utilizza totalmente o parzialmente il capitale accumulato.

 

Le scelte d’investimento sono quindi proiettate nel tempo.Ma perché solitamente le persone preferiscono rendere di breve durata l’orizzonte temporale dei loro investimenti ?

Le persone tendono quasi sempre a sottostimare l’orizzonte temporale dei loro investimenti, o meglio, non sempre riescono a collegare esigenza, strumento di investimento e arco temporale da rispettare.

La visione distorta del legame tra orizzonte temporale e investimenti porta a includere nel portafoglio una percentuale troppo alta della componente obbligazionaria a scapito di quella azionaria.

 

L’orizzonte temporale invece è di estrema importanza per una allocazione ottimale  del denaro. Maggiore è l’orizzonte temporale a disposizione più alta è la quota azionaria da inserire nel portafoglio.

Gli investitori tendono ad essere poco propensi a investire il capitale nel lungo periodo, perché si tende a valutare le performance degli impieghi azionari nel breve periodo piuttosto che nella giusta ottica di lungo termine.

 

Un altro errore è quello di valutare troppo frequentemente il rendimento del portafoglio e di conseguenza, data l’elevata volatilità di breve periodo dei titoli azionari, gli investitori sono indotti ad avere un eccessivo timore i queste variazioni, facendo l’errore di entrare ed uscire continuamente da questo mercato

Impariamo quindi ad investire scegliendo gli investimenti sulla base delle nostre esigenze rispettando il giusto tempo, quello necessario a far fruttare i nostri soldi

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