I risparmiatori italiani tengono in liquidità, cioè sul conto corrente circa 1380 miliardi di € su un totale 4.244,  vale a dire il  32% del totale.

Questa enorme massa di liquidità si giustifica con il fatto che il futuro è incerto e potrebbe accadere un imprevisto.

Queste scelte affondano le loro radici nel nostro “inconscio cognitivo” basato su modi di pensare veloci, spontanei, intuitivi, ricordatevi a questo proposito il libro di Kahneman pensieri lenti e velociEcco alcuni esempi di questi  modi di pensare e agire:
1) fai solo le cose che conosci bene,
2) basati sulla tua esperienza passata,
3) evita le scelte che ti sembrano rischiose,
4) il futuro è incerto: tieni dei soldi liquidi
per il “non si sa mai”.

Queste affermazioni, che fanno parte del buon senso e della ragionevolezza, sembrano convincenti e sagge. Purtroppo nella gestione dei nostri risparmi possono invece condurre a scelte non ottimali perché ci portano a commettere  diversi errori.

Il primo errore è fare solo le cose che si conoscono bene. Di qui la tendenza ad allocare i risparmi nelle “cose di casa nostra”. Ecco perché i circa 9mila miliardi di risparmi degli italiani sono poco diversificati. Abbiamo un’eccessiva prevalenza di:  immobili  destinati a reddito che sono localizzati in Italia, spesso vicino a dove si abita, e di  euro (divisa di uso quotidiano), c) titoli a reddito fisso, d) liquidità.

 Il secondo errore è far prevalere l’esperienza passata. Questo implica privilegiare quello che gli anziani hanno apprezzato come profittevole nel loro passato, in tempi di forte inflazione. Situazione che oggi è completamente ribaltata.  nell’epoca dei tassi a zero rispondiamo ai nuovi problemi con  vecchie soluzioni.

Un terzo errore in cui si tende a cadere è evitare le scelte che sembrano pericolose, questo  implica basarsi su quanto viene innescato dalla paura di perdere. Di conseguenza si evitano le borse, considerate rischiose, perdendo uno dei decenni più favolosi dei mercati mondiali: marzo 2009 – aprile 2019.

C’è poi un quarto errore: l’incertezza del futuro non si traduce in portafogli azionari diversificati in modo globale, secondo il peso mondiale e la forza delle varie economie. Si tengono invece molti liquidi che sostituiscono il ricorso corretto e molto più economico, alle assicurazioni, intese come prevenzione dei pericoli.
Questi  meccanismi nell’ultimo decennio hanno impoverito gli italiani in modi a loro spesso completamente ignoti.

Le scelte previdenziali risentono di quella che chiamo la “trappola del tempo”, e cioè della difficoltà a prendere in considerazione un futuro “lungo”.
Orizzonti corti e risparmi concentrati e non diversificati sono la maledizione del “fai da te”
Purtroppo  però tendiamo a gestire “di persona” i nostri risparmi perché  mossi da un insieme di sfiducia, diffidenza e non conoscenza, ricorrendo al dannoso  “fai da te”.

 

 

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