Il Dollar Cost Averaging

Perché non dovremmo sempre essere spaventati da un calo della borsa o dei nostri fondi? Grazie al Dollar-Cost Averaging a volte la perdita è un’occasione di guadagno.
Benjamin Graham, il maestro ispiratore dell’investitore miliardario Warren Buffett, ci insegna una preziosa tecnica di investimento.
Già negli anni ‘50, Graham teorizzava come minimizzare i rischi dell’investimento azionario, utilizzando il sistema del Dollar-Cost Averaging.
Un sistema molto semplice, che consiste nell’investire lo stesso ammontare di denaro ad intervalli regolari, indipendentemente dal prezzo delle azioni. Gli intervalli temporali possono essere annuali, trimestrali o mensili, ma più sono frazionati e migliore sarà il risultato.
La diversificazione, non dovrebbe essere fatta solo sull’orizzonte temporale ma anche sul quantità e tipologia di titoli, in quanto investire su un maggiore numero di titoli ci consente di diminuire i rischi relativi all’andamento del singolo (i fondi azionari globali sono lo strumento ideale).
Un esempio potrà chiarirne l’efficacia.
Supponiamo di avere due investitori, Luca e Marco che decidono di investire € 10.000,00 nell’acquisto di un medesimo Fondo che ha come sottostante l‘indice Standard & Poors 500, il cui andamento nel periodo considerato e come segue:
10/03/2007 valore quota 2,5 euro
10/03/2008 valore quota 1,8 euro
10/03/2009 valore quota 1,2 euro
10/03/2010 valore quota 1,7 euro
10/03/2011 valore quota 2,3 euro
Luca e Marco adottano due diverse strategie. Luca decide di investire il 10 marzo 2007 l’intero capitale disponibile, di conseguenza:
– con € 10.000,00 acquisterà, al prezzo di 2,5 euro, 4.000 quote (10.000,00/2.5).
– il 10/03/2011 il prezzo di mercato della quota e pari a € 2,3 e le sue 4.000 quote valgono € 9.200 (4.000.00 X 2,3) con una perdita complessiva di € 800,00.
Marco, invece, decide di utilizzare la tecnica del Dollar-Cost Averaging, ed investirà € 2.000,00 ogni 12 mesi.
Il risultato sarà il seguente:
10/03/2007 € 2.000 / 2,5 = 800 quote
10/03/2008 € 2.000 / 1,8 = 1.111 quote
10/03/2009 € 2.000 / 1,2 = 1.666 quote
10/03/2010 € 2.000 / 1,7 = 1.176 quote
10/03/2011 € 2.000 / 2,3 = 869 quote (totale 5.622 quote)
– Alla fine dei quattro anni Marco avrà in portafoglio un totale di 5.622 quote ad un prezzo medio di carico di € 1,77 euro (10.000/5.622).
– il 10/03/2011 il prezzo di mercato della quota e pari a € 2,3 e le sue 5.622 quote valgono € 12.930 (5.622 X 2,3), con un utile complessivo di € 2.930,00.
Grazie al sistema del Dollar-Cost Averaging operando sullo stesso mercato con lo stesso ammontare di denaro e nello stesso arco temporale mentre Luca ha subito una perdita pari all’8% Marco ha ottenuto un guadagno pari al 29,3%!
Questo esempio dimostra l’efficacia di questo strumento. Inoltre dobbiamo considerare un ulteriore vantaggio: cioè che un investitore potrebbe non disporre immediatamente di una sufficiente liquidità da investire. Il metodo consente, quindi, di diluire nel tempo l’impiego del capitale.

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